Freedom Not Fear Winter Edition
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Attenzione!! Questa sezione è ancora in via di sviluppo da parte della redazione finale. Nei prossimi giorni saranno allegati dei documenti.

Materiali:

Risultato delle ricerche:

Durante Freedom Not Fear sono stati presentati i risultati della ricerca sull'efficacia della videosorveglianza di Venezia.

Le indagini e le ricerche sono state svolte su:

  • Analisi delle mozioni comunali dal 2005 al 2013 (anche verbali e documenti).
  • Ll posizionamento delle telecamere di videosorveglianza.
  • In più momenti i punti dove le telecamere sono dirette.
  • Il sistema ARGOS.
  • Il sistema HYDRA.
  • Gli obiettivi della videosorveglianza in relazione allo stato di fatto.
  • Documentazioni in merito alla videosorveglianza, ricerche e studi al livello internazionale e nazionale.
  • Analisi dei momenti di interesse per la cronaca, reati, microcriminalità e/o vandalismo nelle aree videosorvegliate.

Dalle ricerche è emerso e comprovato che:

Il sistema ARGOS non funziona:

Il Giudice Di Pace ha emesso una sentenza per cui il sistema ARGOS non può essere usato per cominare sanzioni per l'eccesso di velcoità. Il Comune di Venezia si stà interrogando se i fondi spesi per ARGOS potevano essere usati per mezzi più adatti ed efficaci per cominare le sanzioni.

É stato creato da diversi mesi il progretto ARSBBA (Automatic Recognition System of Big Brother Activity) un sistema che analizza il funzionamento di ARGOS. Questo sistema analizza la qualità delle immagini delle telecamere e riconosce se ci sono anomalie. É emerso che alcune celle del progetto ARGOS non funzionano. Oltre a tutto ciò si sono evidenziate delle attività sospette in merito alla cella 17, una telecamera ARGOS posizionata al Tronchetto in modo da vedere la strada e non il canale.

Alcune telecamere ARGOS non ci sono proprio (sono stato tolte e/o sembra non funzionino da diverso tempo). ARGOS ha seri problemi di visibilità con situazioni di notte, con la pioggia, il ghiaccio o la neve. Sono state individuate diverse immagini di riflesso delle telecamere stesse, deformazioni dell'imagine dovute a i corpi estranei (ghiaccio o acqua) sulla superficie delle telecamere.

La maggior parte delle telecamere di videosorveglianza di Venezia non sono configurate per tutelare i monumeti o la sicurezza dei cittadini:

Le telecamere sono puntate su punti obblligatori di passaggio, anche l'installazione spesso evidenzia un interesse a gestire i flussi tutristici (come dichiarato da una pagina web del Comune di Venezia). Se questa configurazione delle telecamere fosse associata ad algoritmi di riconoscimento facciale o biometrico , si potrebbero registrare gli spostamneti dei cittadini con una notevole violazione della privacy e dei diritti.

Forti dubbi su HYDRA:

In più occasioni si sono svelate le inesattezze della stampa sulla quantità di telecamere HYDRA o sullo stato di avanzamento del progetto. (Questo è ovviamente dovuto alle informazioni che sono state comunicate ai giornalisti e non alla stampa). In più occasioni sono stati soprpresi agenti della Polizia Municipale con il telelaser sotto alle telecamere ARGOS o HYDRA. Quindi ci si domanda come questo sia possibile se ARGOS e HYDRA funzionassero.

La videosorveglianza non è efficace come deterrente e non da sicurezza:

Sono state analizzate tutte le situazioni di reati e vandalismi accaduti in aera videosorvegliata, si è comprovato come la videosorveglianza non funzioni ne come deterrente ne come metodo per individuare i reati. Sono state dimostrate diverse situazioni di interesse anche per il Consiglio Comunale in aree videosorvegliate. In rapporto alla presenza o assenza di telecamere di videosorveglianza non ci sono stati cambiamenti. Sono stati anche analizzati dei "case of study" come per esempio l'auto sul Ponte Della Costituzione ed i problemi di sicurezza del Parco in Via Piave. Durante il passaggio dell'auto sul Ponte della Costituzione e per tutto il tragitto, la stessa è stata vista da più di 29 telecamere, abbiamo i filmati da una telecamera sola e la Polizia è stata avvisata per telefono dai passanti.

La "sicurezza" non è quello che pensiamo:

La sicurezza del cittadino di non subire per esempio rapine, o la sicurezza di non subire reati violenti, questo tipo di sicurezza sembra non essere contemplato dal termine "sicurezza". Spesso la "sicurezza" si individua nel cambiare il tessuto urbano con politiche securitarie per trarre profitto da progetti europei o dal Ministero del Interno. Affiancata a questa dinamica è di particolare interesse la speculazione sugli immobili, la "sicurezza" è utilizzata per non diminuire il valore immobiliare o di prestigio di negozi e/o esercizi commerciali. Spesso il problema trainante sembra essere dovuto al fatt che se la gente non si atteggia in modo corretto, non veste come ci si aspetti, subentri la necessità di politiche scuritarie per paura che i clienti non acquistino nei negozi. I principali problemi di sicurezza trattati in centro storico risulta essere inerente principalmente alle zone: P.Le Roma, Riva degli schiavoni.

La videosorveglianza di Venezia non riesce a conseguire i propri obiettivi:

a) Prevenire e reprimere le attività illecite e gli episodi di microcriminalità commessi sul territorio comunale e quindi ad assicurare maggiore sicurezza ai cittadini:

Vista la vasta situazione di reati videosorvegliati accaduti a Venezia si riscontra che questo obiettivo non è stato conseguito.

b) a tutelare gli immobili di proprietà o in gestione dell'Amministrazione Comunale ed a prevenire eventuali atti di vandalismo o danneggiamento:

Ci sono diversi casi specifici (citiamo solo alcune zone S.Margherita, Rialto, Via Piave) in cui la videosorveglianza non è servita a nulla.

c) al controllo di determinate aree monumentali:

A questo proposito si vedano per esempio gli imbrattamenti in campo S.Margherita e S.Giacometto / Ruga degli Oresi.

d) Al monitoraggio del traffico (veicoli, pedoni e natanti):

Questa parte sembra riferirsi ad ARGOS, però resta inquietante se messa in relazione al fatto che le telecamere sono tutte orientate a punto fisso su diversi punti di passaggio obbligato come per esempio i ponti.

Sicurezza autoreferenziale:

Non ci sono prove scientifiche o criminologiche che dimostrino alcuna efficacia della videosorveglianza. Diverse ricerche in altre nazioni hanno evidenziato che ci sono costi sociali molto elevati. Analizzando le telecamere schedate dal progetto Anopticon si evidenzia come ci sia una effettiva e massiccia violazione delle normative sulla videosorveglianza.

La videosorveglianza costi:

L'Italia è il secondo paese in europa per spese in campo di videosorveglianza. Questa situazione risulta assurda in periodo di crisi economica. Secondo Scotland Yard la videosorveglianza è un fallimento. I resti scoperti grazie alla videosorveglianza sono meno del 3%. (Considerato che a Londra ci sono sicuramente più telecamere di Venezia). I sistemi di videosorveglianza hanno costi elevati soprattutto per quando riguarda la manutenzione.

Videosorveglianza Rischi sociologici:

  • Stigmatizzazione di alcune categorie sociali
  • Rischi nei confronti della privacy
  • Riduzione di spazi NON sorvegliati
  • Rischio di esclusione sociale e/o discriminazione
  • Limitazione della libertà di movimento
  • Sovraesposizione del corpo femminile (nel caso gli operatori siano in maggioranza di genere maschile)
  • Attenzione ai soli tratti ascritti (es. etnia; genere)
  • Approccio riduttivo nei confronti dell'identità
  • Mancato rispetto dell'integrità del corpo
  • Approccio "chirurgico" nei confronti della sicurezza urbana e conseguente mancanza di una visione d'insieme

La politica della paura/sicurezza:

Come evidenzaito dal osservatorio di Pavia sulla sicurezza, emerge che in Italia le informazioni sui reati siano in aumento rispetto ai reati che in realtà sono in diminuzione. Se osserviamo attentamente i dati ci rendiamo conto che esiste un picco anomalo nel quantitativo di informazioni sui reati. Questo picco si verifica tra il 2007 ed il 2008, in periodo di campagna elettorale. Proprio in quel periodo si faceva strada il pacchetto sicurezza, nel quale c'è appunto la questione della videosorveglianza urbana. Spesso la cronaca può essere enfatizzata per motivi editoriali, la risposta di sicurezza potrebbe essere fatta in buona fede con la videosorveglianza. Tuttavia quando ci sono delle situazioni appariscenti di inefficacia nella sicurezza si tende ad assumere soluzioni che all'atto pratico danno sicurezza solo all'apparenza. Risultando così, almeno su carta, risolti i problemi legati alla sicurezza urbana.

Page last modified on 13-02-2013 12:01